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Conto termico per le pubbliche amministrazioni

Il conto termico per le pubbliche amministrazioni è un fondo per gestire e ottimizzare gli incentivi statali destinati al risparmio energetico.

Con la nuova manovra 2020 si parla intensamente delle detrazioni fiscali destinate alle ristrutturazioni e all’Ecobonus. Ecco perché in questo articolo vi introdurremo ad un argomento di pari importanza: il GSE 2019.

Il conto termico per le pubbliche amministrazioni è pensato appositamente per ridurre le spese. In altre parole, gli incentivi statali aiutano chi effettua lavori per migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio. Così, si riduce la spesa energetica e anche quella legata ai lavori di ammodernamento.

Ma prima di scoprire chi può beneficiare del GSE conto energia vediamo insieme che cos’è.

Conto termico pubblica amministrazione: cos’è?

Il GSE conto energia è un progetto comunitario introdotto dalla direttiva 77 del 2001 e poi recepita in Italia due anni dopo.

In seguito, sono entrati in vigore due decreti interministeriali, denominati rispettivamente 1° e 2° Conto Energia. Successivamente ne sono stati emanati altri, fino al 5° Conto Energia, nel quale è fissato il costo degli incentivi al tetto di 6,7 miliardi di euro.

Il conto termico per le pubbliche amministrazioni è gestito dal Gestore Servizi Energetici (GSE) e possono accedervi diversi soggetti. Il GSE, infatti, si occupa non soltanto di allocare i fondi in base al tipo di intervento ammesso, ma anche di stabilire chi può accedervi.

E quali sono i soggetti che possono fare domanda?

Chi può accedere a GSE conto termico 2019?

I soggetti ammessi al GSE conto termico sono i seguenti:

  • Le pubbliche amministrazioni: i comuni, le cooperative iscritte all’Albo nazionale presso il MiSE, gli ex Istituti Autonomi Case Popolari;
  • Le persone fisiche;
  • Le ESCO (Energy Service Company).

In questo articolo, ci interessa il conto termico per le pubbliche amministrazioni. Ovvero l’incentivo a fondo perduto destinato agli enti pubblici. Infatti, le PA possono accedere fino a 200 di 900 milioni di euro annui del conto termico.

Questo fondo rappresenta un vero e proprio aiuto destinato agli enti locali. E ciò perché permette di realizzare una serie di interventi in grado di migliorare l’efficienza energetica degli edifici coinvolti.

Dunque, migliorando la spesa energetica delle PA è possibile risparmiare in bolletta e riqualificare le strutture pubbliche. Ma quali sono gli interventi di riqualificazione?

Conto termico pubblica amministrazione: gli interventi

Il GSE conto termico copre il 65% delle spese affrontate per alcuni interventi mirati a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.

Gli interventi ammessi al conto termico pubblica amministrazione sono i seguenti:

  • Isolamento termico di pareti e coperture;
  • Sostituzione degli infissi;
  • Miglioramento dell’illuminazione interna;
  • Utilizzo di fonti rinnovabili;
  • Automazione di edifici o immobili, domotica;
  • Installazione di schermature solari;
  • Sostituzione di caldaie o altri impianti esistenti per la climatizzazione.

Sì, ma come fare per accedere ai fondi?

Applicazione GSE: il portale del risparmio

GSE ha messo a punto un portale web per richiedere gli incentivi. Possiamo accedere all’applicazione GSE dove effettuare per prima cosa la registrazione.

Tramite questo sito possiamo comunicare al GSE i documenti, le schede tecniche relative alle apparecchiature installate. Ma anche le certificazioni e tutta la documentazione che attesti le spese sostenute e l’effettivo miglioramento energetico dell’edificio.

Una volta fatto richiesta e compilato correttamente la domanda per il conto termico 2019 si avrà un rimborso fino al 65% delle spese sostenute. Quindi, in massimo tre mesi dalla richiesta, il GSE conto termico pubbliche amministrazioni erogherà l’incentivo in una o più rate, in base alla spesa sostenuta.

 

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